L’alienazione genitoriale : un lutto per genitori e figli da non accettare mai

L’alienazione genitoriale è sicuramente un disturbo relazionale e andrebbe indagato caso per caso per definirne  le circostanze oltre alle modalità che l’ hanno determinata come ad esempio la  personalità dei membri della famiglia, il tipo di conflittualità familiare, la loro storia  ed il tipo di legame stabilito fino a quel momento tra i membri della famiglia per arrivare a definirne la gravità. Tuttavia è corretto definirlo anche un Abuso nel momento in cui il ruolo del genitore alienante si presenta  in molti casi così  incisivo e spietato nei confronti dell’altro da diventare l’elemento primario e determinante  un grado di alienazione parentale molto grave caratterizzato da un totale rifiuto da parte del figlio dell’altro genitore.

Oltre ai danni permanenti che un figlio può ricevere durante l’età evolutiva nell’essere privato dell’altro genitore , nel privarsi di conseguenza di tale fondamentale figura di riferimento e nel fare i conti con il dolore conseguente a tale distacco sia per il figlio che per il padre /madre alienati dobbiamo considerare tale separazione , anche se apparentemente voluta dal figlio che si avvicina con determinazione  all’altro genitore preso da un rancore convinto e manifesto, come una perdita  o meglio come un lutto vero e proprio che coinvolge entrambi.

Come di fronte alla morte di una persona cara , l’allontanamento di un figlio da un genitore e di quest’ultimo dal proprio figlio passa inesorabilmente per tutte le fasi del lutto che andranno a confondersi l’una con l’altra in un susseguirsi di stati d’animo contrastanti e convulsi, tranne però che per l’ultima fase quella dell’accettazione.Nè il figlio né il genitore alienato infatti accetteranno mai quel distacco.Il processo sarà lungo e doloroso.

All’inizio del processo, il  figlio viene convinto dal genitore alienante con tutti i mezzi possibili in suo possesso che l’altro debba essere eliminato . Come prima reazione quel bambino o adolescente rifiuta l’idea di avere un papà o una mamma sbagliati e dannosi .Prova rabbia , confusione , incredulità.Poi la ossessiva manipolazione del genitore alienante lo convince della evidenza delle colpe di cui viene accusato l’altro genitore, addirittura di ciò che non è mai e poi mai accaduto.  Senza che se ne accorga quel bambino/adolescente viene così condizionato nel convincersi che l’unica scelta da fare sia quella di punire il genitore colpevole e di eliminarlo dalla propria vita. L’approvazione del genitore condizionante gli fa pensare ancora di più che la sua scelta sia la migliore, che le ragioni sottostanti la sua decisione  siano le più giuste e che il rifiuto sia l’unica strada percorribile.Ma quella rabbia che ha provato all’inizio del processo di Alienazione  non lo abbandona neanche in seguito e questa rabbia associata al forte bisogno affettivo del genitore allontanato con il passare del tempo può arrivare a livelli tali da fargli definitivamente decidere di annullarlo e negarlo una volta per tutte .

Questo processo interiore deve essere ben chiaro sopra tutto ai genitori alienati che non sanno come comportarsi , che sentono un dolore continuo ed insopportabile per aver perso un figlio senza averne compreso il motivo e che hanno sperimentato e continuano a sperimentare un insopportabile senso di impotenza.

Raccogliendo le storie di molti genitori alienati e rifiutati  emerge spesso un rapporto con il figlio precedente a quel distacco incomprensibile,  come tutt’altro che pieno di ostilità .Viene descritto un rapporto passato invece molto positivo   senza  mai aver  ricevuto segni di un eventuale odio o potenziale ribaltamento della situazione.E proprio questo sarà il punto di forza del genitore rifiutato e cioè la totale assenza di una vera e reale motivazione che lo possa aver reso così colpevole da essere cancellato in alcuni casi addirittura dalla memoria del passato o reo di fatti gravi in verità mai compiuti veramente.

Lo scopo del genitore alienante è proprio quello di far si che , l’altro genitore , alienato e rifiutato, preso dalla rabbia e dallo sfinimento arrivi a rifiutare lui stesso il figlio ingrato e crudele. Questo non dovrebbe mai accadere , non solo perché si avallerebbero le numerose menzogne cosparse sul genitore eliminato ma si priverebbe il figlio di una figura di riferimento di cui nel suo profondo ne ha un bisogno estremo.

Siamo stati anche noi bambini ed adolescenti e uno dei fattori che ci ha reso degli adulti più forti e maturi sono stati tutti quei rimproveri , limitazioni o punizioni da parte dei nostri genitori che , in quel momento ci sembravano ingiusti ed inutili ma che invece facevano da tassello per costruire la nostra personalità. Come noi anche i nostri figli hanno bisogno di figure autorevoli che contribuiscano al loro essere forte ed equilibrato e non  hanno bisogno di persone che , prive di un sé valido ed equilibrato gli insegnino solo l’arte della manipolazione e della mistificazione.E se l’insegnamento che hanno ricevuto in modo più forte è stato il ribellarsi a regole e rispetto è facile aspettarsi che un domani si rivolteranno anche nei confronti di chi è stato il genitore migliore che offriva effimere chimere di libertà e successo.

Figli e Genitori non si possono scegliere , possono solo confrontarsi e scontrarsi se necessario nella consapevolezza che mai nessuno potrà recidere veramente quel legame di sangue di cui entrambi hanno bisogno costituendo parte integrante la propria identità e la capacità d volere e di volersi bene.

Dottssa Stefania Jade Trucchi

 

7 Comments

  1. adele megha

    buonasera, ho letto cio’ che lei ha scritto su questo conflittuale rapporto figli-genitori e trovo purtroppo molte argomenti in comune a cio’ che sta succedende al mio compagno con le sue figlie addolescenti. le chiedo la cortesia di indicarmi se per ‘far rendere conto’ le adorate figlie sia consigliabile far leggere loro qualcosa a proposito della sindrome PAS ed eventualmente cosa dato che la madre non permette loro di andare in terapia come invece sta facendo il padre da mesi.
    la ringrazio e le faccio i complimenti per la chiarezza con cui tratta questi delicati argomenti, buon anno 2017. Adele

    • Uscire dalla violenza di stefania jade trucchi

      Buonasera, la ringrazio per i complimenti e auguro anche a lei un anno sereno!
      Consiglierei di non far leggere nulla sull’argomento alle figlie del suo compagno. Dica a lui di essere un papa’ presente senza essere colpevolizzante ne’ nei loro confronti ne’ nei confronti della loro madre. Dimostrarsi sereno , disponibile ed equilibrato nel tempo potrebbe aiutare le ragazze a dissociarsi da conflitti inutili e sciocchi rancori della mamma nei confronti del padre . I figli hanno bisogno di tranquillita’e di sentire che possono contare su qualcuno di equilibrato . L’importante e’ cercare di fare il proprio meglio con tutto l’amore che si ha dentro. Se poi questo non venisse accolto , non e’ detto che cio’ non porti i suoi frutti nel futuro. Lo auguro a lei , al suo compagno e alle due ragazze

      • adele megha

        Grazie infinite per la sua risposta. In effetti e’ quello l’atteggiamento che il mio compagno sta cercando di mettere in pratica con mille difficolta’ perche’ sempre e comunque frainteso e deriso.
        Le chiedo se tra le sue pubblicazioni ce ne sia una specifica che tratti il rapporto genitori-figli.
        La saluto cordialmente.

  2. nadia

    Sono una mamma alienata
    mia figlia deve fare 17 anni e da circa due mesi è andata a stare dal padre (per modo di dire)
    da quando si è trasferita ha una libertà che nemmeno una ventenne ha: va tutti i giorni dal fidanzato (3 mesi di fidanzamento). Esce praticamente quasi tutte le sere. Il padre spesso va a cena fuori con lei e il fidanzato. Sono impotente di fronte a tale libertà che contesto con tutte le mie forze. La chiamo in continuazione e sottolineo il mio disappunto. La prego di darmi un consiglio: la mia paura più grande non è che non torni più da me, ma degli errori che potrebbe fare e che le rovineranno la vita: non ha regole, non ha orari e non ha rispetto. Mi tratta come se io non avessi nemmeno il diritto di contestare.
    Non so cosa fare, legalmente è una battaglia persa: tra un anno è maggiorenne.
    attendo un suo riscontro .
    la ringrazio per avermi ascoltata e la saluto cordialmente
    Nadia

    • Uscire dalla violenza di stefania jade trucchi

      Gentile Signora , io credo che in sua figlia si stiano intrecciando dinamiche tipiche dell’adolescenza ed altre dipendenti dal fatto che lei e il papa’ siete separati. I giovani sono furbi , sfruttano il piu’ possibile tutte le situazioni per fare cio’ che li fa stare meglio , comprese le persone che concedano a loro maggiore liberta’. Purtroppo non si puo’ fare molto ma il mio consiglio e’ quello di continuare ad essere il genitore che da’ le regole . I figli di fronte alle norme educative protestano e si lamentano , ma saranno proprio le regole ad comporre le fondamenta della loro personalita’ adulta. Sia una mamma autorevole ma non autoritaria , non oppressiva e nel tempo potra’ constatarne i benefici.Deve avere molta pazienza e pensare che una donna avra’ sempre bisogno di una donna di cui fidarsi nella vita. E quale migliore persona se non la madre!! Le auguro di riuscire a stabilire con sua figlia un rapporto migliore , privo di paure ed insicurezze. Vi dovrete fidare a vicenda.Se vuole mi faccia sapere come andra’ in futuro

  3. Rina

    Anch’io sono una mamma alienata. Ho 3 figli adulti e dopo 40 anni di matrimonio mi sto separando da mio marito. Leggendo il suo articolo mi sono resa conto che i miei figli, hanno messo in atto nei miei confronti tutti gli atteggiamenti da lei descritti. Solo ora ho capito che, nel cercare di gestire al meglio un rapporto matrimoniale con un narcisista, ho distrutto la mia vita e incosapevolmente ho concesso a mio marito tutto il tempo necessario per attuare un’alienazione genitoriale che si sta rilevando solo ora in maniera accentuata. Mi ha fatta apparire come genitore prepotente che a tutti i costi voleva raggiungere gli obiettivi senza evidenziare la mia forza di volonta’ contro il suo comportamento ostacolativo. Ora i miei figli rinnegano la necessita’ di abitare in una bella casa. Rifiutano e rinnegano qualsiasi loro necessita’ che io offro in quanto non vogliono affrontare il padre. Affermano il loro interesse a frequentare l’universita’, ma non vogliono che io ne sia fiera….Nei miei confronti hanno un comportamento duro e punitivo tanto che mio figlio maggiore non mi permette di vedere mia nipote dopo 3 anni che mi occupavo di lei. Inoltre la mia situazione si e’ veramente complicata, mio marito mi ha isolata parlando male di me ad amici e parenti. Vorrei, per favore, dei consigli anche per evitare seri problemi di salute. La ringrazio e cordialmente la saluto.

    • Uscire dalla violenza di stefania jade trucchi

      Buongiorno Sigra Rina,
      purtroppo quando la situazione e’ cosi seria perche’ frutto di anni ed anni di condizionamento negativo nei suoi confronti ci sono solo alcuni accorgimenti da tenere. Innanzi tutto come dice giustamente lei , la sua salute deve diventare la priorita’ e questo significa dare piu’ importanza a se stessi che agli altri compresi i figli. Il bisogno di tutelarsi deve diventare piu’ importante del dolore . La rabbia deve essere incalanata in modo positivo verso azioni che diano soddisfazioni personali. I suoi figli devono vedere in lei una donna forte, autonoma che non accetta piu’ di far dipendere la propria serenita’ dai loro comportamenti. In questo modo rompera’ il solito schema di carnefici vittima che si e’ instaurato fino ad ora. Diverso e’ il discorso legato ai nipoti che per legge lei ha il diritto di vedere . Per questo ne puo’ parlare con un avvocato. Per il resto non dia armi a nessuno di dire che lei ha problemi e tenga conto che lei e’ la prima che si deve amare. Mi faccia sapere se lo desidera come si evolveranno le cose. Le auguro un cambiamento serio in se stessa

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