Martedì 28 Dicembre 2004

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I romanzi di Stefania Jade Trucchi si fanno strada in rete e sulle panchine della Capitale

 

La penna romana del bookcrossing

 

 

 

 

 

 

 

di ANNA LISA MARTELLA

Dice: «Scrivo per comunicare. Scrivo di sentimenti». E’ una sorta di Liala dei nostri tempi, Stefania Jade Trucchi, una psicologa di 37 anni col fuoco sacro della scrittura. Nata a Roma, abita col marito e tre figli in una traversa di via Cortina d’Ampezzo. Strada più consona alle abitudini e alle esigenze di un professionista che a quelle di chi coltiva un’arte e non osserva la raccomandabile distanza di sicurezza dalle passioni. Ma a dare retta a una canzone di Battisti, «troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante». Un consiglio a cui la scrittrice non è rimasta indifferente.
Stefania Trucchi mette nero su bianco vicende comuni trasformandole, come succede ai narratori di razza, in racconti e storie emblematiche. Al centro dei suoi due romanzi in cui Roma è tratteggiata più nelle caratteristiche dei personaggi che nei luoghi, “Un uomo di vetro” e “Mosaico di donna”, editi entrambi da Sovera, ci sono i legami, i rapporti umani, dunque l’amore e anche il dolore «una sofferenza dell’anima – spiega la Trucchi – attraverso la quale non tutti passano, ma che invece è una necessità».
Sconosciuta ai più, Stefania Jade Trucchi deve la sua “fortuna” al bookcrossing, uno dei fenomeni socio-culturali del momento: i membri di una vasta comunità di amanti dei libri si incontrano virtualmente in internet per donare e/o ricevere un libro giudicato particolarmente importante e significativo, che a sua volta sarà poi donato e/o ricevuto tante volte quante troverà un lettore disposto ad accoglierlo. Sul sito il libro viene opportunamente schedato ed è poi possibile sapere dove è stato lasciato, regalato, volutamente dimenticato, dato in beneficenza… il libro inizia così un viaggio, le cui tappe sono indissolubilmente legate agli spostamenti di chi trova il volume, lo legge, e poi lo riconsegna all’avventura di un nuovo lettore, comunicandone la nuova ubicazione.
E più o meno è iniziato così il passaparola su “Mosaico di donna”, raccolto al Caffè Emporio, di piazza dell’Emporio al Testaccio da “Akela” (questo il nick della crosser) e lanciato in rete con una nota: imperdibile.
«Non pensavo che il successo di un’opera potesse passare attreverso canali così poco istituzionali – sorride tra le parole la Trucchi – e così, dal momento che ho appreso che il mio libro figurava negli scaffali virtuali costruiti dai lettori internauti tra Simenon e Califano, tra Jurassic Park e l’autobiografia di Montanelli, ho deciso di promuovermi in maniera alternativa, lasciando copie di “Mosaico di donna” nelle cabine telefoniche o sulle panchine con un biglietto: “omaggio dell’autore”».

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